USA: L’Amministrazione Trump Valuta Lo Stop Agli Investimenti Nel Gaming!

L’amministrazione di Donald Trump starebbe valutando se permettere al colosso cinese Tencent di mantenere le proprie partecipazioni nelle società di videogiochi occidentali.

Secondo un report del Financial Times, funzionari statunitensi avrebbero tenuto incontri per stabilire se gli investimenti di Tencent nelle aziende gaming americane rappresentino un potenziale rischio per la sicurezza nazionale.


Perché Tencent è sotto osservazione?

Tencent è attualmente la più grande società di videogiochi al mondo per ricavi e ha investito in oltre 800 sviluppatori a livello globale. Tra le partecipazioni più rilevanti figurano:

  • Epic Games
  • Larian Studios
  • Krafton
  • Ubisoft

Tencent possiede inoltre interamente:

  • Riot Games
  • Supercell

Secondo quanto riportato, il governo USA potrebbe arrivare a imporre la cessione delle quote detenute nelle aziende americane, qualora venisse stabilito un rischio concreto per la sicurezza.


Il nodo sicurezza e dati degli utenti

Il punto centrale riguarda la quantità di dati raccolti dalle piattaforme videoludiche sugli utenti statunitensi.

Chris McGuire, ex funzionario dell’amministrazione di Joe Biden che si occupava di sicurezza, ha dichiarato che:

“Queste piattaforme potrebbero rappresentare una fonte significativa di raccolta di intelligence.”

Secondo il report, la questione sarebbe dovuta essere discussa questa settimana da membri del governo, ma l’incontro è stato rinviato per problemi di agenda. Intanto, Trump dovrebbe incontrare il presidente cinese Xi Jinping il prossimo mese, elemento che potrebbe influire sugli sviluppi diplomatici.


Tencent già nella “blacklist” USA

La tensione tra Washington e il gruppo cinese non è nuova. Lo scorso gennaio, il governo statunitense ha inserito Tencent in una lista di aziende ritenute collegate all’apparato militare cinese.

All’epoca, Tencent aveva respinto le accuse, definendo l’inclusione nella lista delle Chinese Military Companies un errore:

“Non siamo un’azienda militare né un fornitore militare. A differenza di sanzioni o controlli sulle esportazioni, questa lista non ha impatto sul nostro business. Collaboreremo comunque con il Dipartimento della Difesa per chiarire ogni malinteso.”


Cosa potrebbe succedere ora?

Se l’amministrazione decidesse di intervenire, le conseguenze per l’industria videoludica globale potrebbero essere significative:

  • possibile vendita forzata delle quote USA
  • ristrutturazione degli asset internazionali
  • instabilità nei mercati azionari del settore gaming
  • ripercussioni sulle partnership tecnologiche

Al momento non esiste una decisione ufficiale, ma il semplice fatto che il dossier sia oggetto di discussione politica evidenzia quanto il settore videoludico sia ormai considerato strategico anche dal punto di vista geopolitico.

Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi: la vicenda potrebbe avere un impatto diretto sull’intero ecosistema gaming occidentale.

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