
La situazione in casa Ubisoft continua a essere complessa. L’editore francese è impegnato in un ampio processo di ristrutturazione, che negli ultimi mesi ha comportato la chiusura di diversi studi e numerosi tagli al personale con l’obiettivo di ridurre i costi operativi.
Colpita la sede di Barcellona
Tra le realtà coinvolte figura anche lo studio di Barcellona, dove Ubisoft ha annunciato il taglio di 51 posti di lavoro. La decisione ha suscitato una forte reazione da parte dei dipendenti, che hanno deciso di avviare una mobilitazione per contestare i licenziamenti.
Tre settimane di scioperi parziali
I lavoratori hanno proclamato tre settimane di scioperi parziali, in programma dal 30 giugno al 17 luglio 2026, con l’obiettivo di spingere l’azienda ad aprire un confronto sulle misure adottate.
Tra le principali richieste avanzate dai dipendenti figura l’avvio immediato delle trattative per salvaguardare i posti di lavoro interessati dalla riorganizzazione.
Le richieste dei lavoratori
Oltre alla tutela dell’occupazione, i dipendenti chiedono il rispetto degli accordi già in essere relativi alle promozioni e agli avanzamenti di carriera, ritenendo fondamentale garantire gli impegni assunti dall’azienda.
Tra le richieste compare anche il ripristino del modello di lavoro ibrido, con una suddivisione del 60% di lavoro da remoto e del 40% in presenza, oltre a una revisione dell’attuale struttura salariale.
Una fase delicata per Ubisoft
La protesta della sede di Barcellona rappresenta un ulteriore segnale delle difficoltà che Ubisoft sta affrontando nel corso della sua riorganizzazione. Resta ora da capire se l’azienda deciderà di aprire un tavolo di confronto con i rappresentanti dei lavoratori o se manterrà invariato il piano di ristrutturazione.
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