
Dopo Pharaoh: A New Era, Triskell Interactive e Dotemu tornano alla gestione delle città con Theos: Cities of Myth, un nuovo gestionale ambientato nell’antica Grecia che recupera il fascino dei grandi classici del genere, introducendo divinità, eroi e battaglie.
Gli appassionati dei city builder classici hanno un nuovo titolo da tenere d’occhio. Theos: Cities of Myth, sviluppato da Triskell Interactive e pubblicato da Dotemu, riprende la formula che ha reso celebri giochi come Pharaoh e Zeus, trasportando i giocatori nel cuore della mitologia greca.
Dopo il lavoro svolto con Pharaoh: A New Era, gli sviluppatori hanno scelto di realizzare una nuova proprietà intellettuale che conserva numerosi elementi dei gestionali storici, aggiungendo un sistema dedicato alle divinità olimpiche e una componente militare.
Il risultato è un’esperienza che punta soprattutto sulla costruzione e sulla gestione delle città, pur presentando alcune meccaniche che potrebbero mettere alla prova anche i giocatori più pazienti.
Costruire una città sotto la protezione degli dei
In Theos: Cities of Myth, il giocatore assume il controllo di una città dell’antica Grecia con l’obiettivo di trasformarla in una polis prospera, capace di soddisfare le esigenze dei cittadini e ottenere il favore degli dei.
Il gioco propone due modalità principali: Avventura e Sandbox.
La prima offre una campagna composta da scenari collegati tra loro, con obiettivi assegnati dalle divinità e una durata complessiva stimata intorno alle 30 ore. La seconda permette invece di costruire liberamente la propria città, senza dover rispettare missioni prestabilite.
Uno degli elementi più interessanti è la possibilità di scegliere una divinità protettrice tra sette figure dell’Olimpo: Zeus, Ares, Atena, Dioniso, Era, Ermes e Poseidone.
Ogni divinità presenta caratteristiche specifiche e concede bonus differenti. Atena, ad esempio, favorisce la produzione di olio e offre vantaggi difensivi, mentre Ares migliora l’efficienza delle strutture militari e la crescita delle unità. Era, invece, è maggiormente legata alla produzione della lana.
Il Grande Tempio rappresenta il centro religioso della città e permette di sviluppare il culto della divinità scelta, ottenendo benefici che influenzano direttamente l’economia e l’organizzazione della polis.
Un gameplay classico che punta sulla profondità gestionale
Dal punto di vista delle meccaniche, Theos: Cities of Myth rimane fedele alla tradizione dei city builder isometrici.
La costruzione avviene attraverso una griglia di caselle sulla quale posizionare abitazioni, fattorie, magazzini, cave, fontane, edifici culturali e strutture militari.
Ogni elemento deve essere organizzato con attenzione per garantire il corretto funzionamento della città. La popolazione necessita di acqua, cibo, servizi e opportunità lavorative, mentre la crescita economica dipende dalla capacità di produrre e distribuire risorse.
Particolarmente interessante è il sistema dedicato alle aree produttive, che consente di definire gli spazi utilizzati dagli edifici attraverso la selezione delle caselle.
Con l’espansione della polis diventano disponibili anche nuove opportunità commerciali, permettendo di importare risorse mancanti ed esportare i prodotti in eccesso verso altre città.
L’aspetto visivo contribuisce a rendere l’esperienza coinvolgente: le strade si riempiono progressivamente di abitanti impegnati nelle proprie attività, mentre le divinità possono apparire direttamente tra gli edifici della città.
Diplomazia e combattimenti: una componente meno convincente
Oltre alla costruzione, Theos: Cities of Myth introduce rapporti diplomatici e conflitti militari con le altre città.
Il sistema diplomatico permette di gestire scambi commerciali, esercitare pressioni economiche e sfruttare la forza militare come deterrente.
Quando la diplomazia non basta, è possibile affrontare battaglie in tempo reale, schierando le proprie truppe su mappe dedicate.
Il sistema di combattimento si basa sulle caratteristiche delle diverse unità e sui rapporti di forza tra le tipologie di soldati, seguendo una struttura simile al classico meccanismo sasso-carta-forbice.
Tuttavia, proprio questa componente risulta tra le meno riuscite dell’esperienza. Gli scontri tendono a diventare ripetitivi, con possibilità tattiche limitate e una gestione delle unità che non riesce a raggiungere la profondità delle meccaniche cittadine.
Le battaglie rappresentano quindi un’aggiunta funzionale, ma difficilmente costituiscono il motivo principale per scegliere il gioco.
Il vero problema è la gestione delle pattuglie
L’aspetto più controverso di Theos: Cities of Myth riguarda il sistema di pattugliamento utilizzato per distribuire i servizi all’interno della città.
Gli addetti alla manutenzione, alla sicurezza e persino ad alcuni servizi culturali devono seguire percorsi prestabiliti per raggiungere gli edifici che necessitano della loro presenza.
In teoria, questa meccanica offre un controllo molto preciso sull’organizzazione urbana. Nella pratica, però, può trasformarsi in una delle attività più frustranti del gioco.
Un edificio può trovarsi accanto a una fontana e rimanere comunque senza acqua, semplicemente perché il percorso dell’addetto non raggiunge correttamente quella struttura.
Lo stesso problema riguarda la manutenzione: un edificio può deteriorarsi o prendere fuoco senza ricevere assistenza, anche quando nelle vicinanze sono presenti servizi apparentemente adeguati.
Esiste una funzione per organizzare automaticamente i pattugliamenti, ma i percorsi generati non sempre riescono a coprire efficacemente tutti gli edifici.
La gestione manuale diventa quindi spesso necessaria, soprattutto nelle città più grandi, dove il numero di strutture e servizi aumenta considerevolmente.
Questo sistema rischia di spostare l’attenzione dalla progettazione creativa della polis alla continua correzione dei percorsi, rallentando il ritmo dell’esperienza.
Un ritorno convincente ai gestionali del passato?
Theos: Cities of Myth dimostra quanto la formula dei city builder classici possa ancora funzionare.
La costruzione delle città, la gestione delle risorse e il rapporto con le divinità offrono numerose possibilità di sviluppo, mentre l’ambientazione mitologica riesce a dare una personalità riconoscibile all’intera esperienza.
Il gioco appare particolarmente indicato per chi ha apprezzato Pharaoh, Zeus e gli altri gestionali storici di Impressions Games.
Non mancano però alcuni limiti evidenti. Il sistema di combattimento avrebbe beneficiato di una maggiore profondità, mentre quello dei pattugliamenti necessita di miglioramenti per evitare che la gestione delle città più grandi diventi eccessivamente macchinosa.
Nel complesso, Theos: Cities of Myth è un city builder solido e ricco di fascino, capace di recuperare lo spirito dei grandi classici senza rivoluzionarne la formula. Le sue qualità emergono soprattutto nella costruzione e nell’economia, mentre alcune scelte gestionali finiscono per compromettere la fluidità dell’esperienza.
Per gli appassionati del genere rimane una proposta interessante, soprattutto se i futuri aggiornamenti riusciranno a rendere meno laboriosa l’organizzazione dei servizi cittadini.
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