Square Enix: Niente Privatizzazione, l’Azienda Smentisce Tutto!

Square Enix: Niente Privatizzazione, l’Azienda Smentisce Tutto!

Il rumor arrivava da una fonte autorevole e aveva già mosso la Borsa di Tokyo. Ecco cosa ha risposto davvero Square Enix.

Dalle voci alla nota ufficiale

A far partire tutto è stata Sentaku, rivista giapponese che nel numero di settembre ha pubblicato un articolo con speculazioni di privatizzazione attorno a Square Enix. Secondo la rivista, l’ipotesi stava guadagnando credibilità rispetto ai rumor circolati in passato.

La notizia ha avuto un effetto immediato sui mercati: il titolo di Square Enix Holdings, quotato alla Borsa di Tokyo, è salito di circa il 7% il primo settembre, passando dai 2.729 yen (circa 17,40 dollari) del 3 agosto fino a un picco di 3.161 yen (circa 20,21 dollari), il valore più alto dal 2025.

La risposta di Square Enix

Proprio il primo settembre l’azienda ha diffuso una comunicazione ufficiale intitolata “Regarding Today’s Media Report” (“In merito alle notizie stampa di oggi”), specificando che l’informazione riportata non arrivava dall’azienda stessa.

Ha poi chiarito che al proprio interno non è “attualmente in corso alcuna valutazione” riguardo a un’eventuale privatizzazione, smentendo così ogni fondamento alla voce circolata.

Dopo la precisazione, il titolo è sceso, assestandosi intorno ai 2.914 yen (circa 18,63 dollari). Un ridimensionamento fisiologico, considerando che l’impennata iniziale era nata da un’indiscrezione mai confermata dai vertici.

Cosa significherebbe davvero una privatizzazione

Un passaggio del genere il mercato lo ha già visto da vicino con Electronic Arts, che il 4 agosto 2026 è stata acquisita per 55 miliardi di dollari da un gruppo di investitori sauditi. È probabilmente questo precedente recente ad aver reso il rumor su Square Enix così credibile agli occhi degli investitori. 

Uscire dalla Borsa significherebbe che le azioni di Square Enix non sarebbero più acquistabili liberamente sul mercato. Un singolo investitore o il management stesso dovrebbe rilevare le quote di tutti gli altri azionisti.

È un modello radicalmente diverso rispetto a una società quotata, dove chiunque può comprare o vendere azioni liberamente. Da privata, il controllo passerebbe nelle mani di pochi soggetti ed è per questo che, quando circola un’ipotesi simile, il titolo tende a salire.

Un’ipotesi comunque complicata da realizzare

Il caso EA, però, non è del tutto sovrapponibile a quello di Square Enix. EA arrivava da anni di risultati solidi e da un catalogo enorme di franchise sportivi e live-service, capace di attirare capitali pazienti in cerca di rendimenti stabili nel lungo periodo. 

Square Enix, invece, è ancora nel pieno di una fase di riorganizzazione interna, e il mercato negli ultimi anni ha guardato ai suoi conti con più cautela rispetto a colossi come EA.

Un’operazione così per Square Enix non sarebbe semplice da mettere in pratica: servirebbe un investimento enorme per rilevare le quote di tutti gli azionisti attuali, con il rischio concreto di un indebitamento pesante per sostenere la transazione. 

Voi come la vedete: un’azienda privata avrebbe più libertà creativa o solo più pressione da parte degli investitori? Diteci la vostra nei commenti!

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