
Dopo Microsoft e Nintendo, anche Sony respinge le richieste di rimborso legate agli aumenti dei prezzi delle console durante il periodo dei dazi statunitensi.
La questione dei dazi doganali statunitensi continua a far discutere il settore videoludico. Dopo le posizioni assunte da Microsoft e Nintendo, anche Sony avrebbe deciso di non rimborsare i possessori di PlayStation 5 che hanno acquistato la console dopo gli aumenti di prezzo applicati durante il periodo dei dazi.
Il caso è legato al risarcimento da circa 500 milioni di dollari che Sony dovrebbe ricevere nell’ambito della vicenda relativa ai dazi doganali statunitensi considerati illegali.
Secondo quanto riportato da Game File, alcuni possessori di PS5 ritengono che una parte di questa somma dovrebbe essere restituita ai consumatori che hanno sostenuto prezzi più elevati per acquistare la console.
Sony: nessun rimborso per chi ha acquistato PS5
La posizione di Sony è però molto chiara: l’azienda sostiene che i consumatori abbiano scelto autonomamente di acquistare la console al prezzo di mercato indicato.
Gli avvocati della compagnia avrebbero quindi utilizzato un’argomentazione simile a quella già avanzata da Microsoft e Nintendo nelle rispettive controversie.
Secondo la posizione legale di Sony, il semplice fatto di aver pagato il prezzo richiesto per un prodotto acquistato volontariamente non sarebbe sufficiente a configurare un danno risarcibile.
In altre parole, anche se il prezzo della PS5 è aumentato durante il periodo interessato dai dazi, Sony sostiene che questo non dia automaticamente diritto agli acquirenti a ottenere una restituzione della differenza.
Il nodo dei 500 milioni di dollari
La questione è particolarmente controversa proprio per l’entità del risarcimento.
Sony riceverà infatti circa 500 milioni di dollari nell’ambito dell’accordo relativo ai dazi, mentre i consumatori che hanno acquistato una PS5 a un prezzo maggiorato non riceveranno automaticamente alcun rimborso.
Una parte consistente della somma, secondo le informazioni riportate, dovrebbe inoltre essere reinvestita nella divisione videogiochi di Sony.
È proprio questo aspetto ad aver alimentato le proteste di alcuni consumatori, secondo i quali l’azienda avrebbe beneficiato prima dell’aumento dei prezzi necessario a compensare l’impatto dei dazi e successivamente del rimborso ottenuto nell’ambito della vicenda.
Un copione già visto con Microsoft e Nintendo
La posizione di Sony arriva dopo quelle assunte da Microsoft e Nintendo, anch’esse finite al centro delle discussioni sugli aumenti dei prezzi delle console e sulle conseguenze dei dazi.
Il punto centrale delle controversie è quindi sempre lo stesso: chi ha acquistato una console a un prezzo più elevato durante il periodo dei dazi dovrebbe ricevere una parte del denaro successivamente recuperato dai produttori?
Per Sony, almeno secondo quanto emerge dagli atti legali citati da Game File, la risposta è negativa.
La vicenda potrebbe comunque continuare a svilupparsi sul piano giudiziario e sarà quindi necessario attendere i prossimi passaggi legali per capire se le richieste dei consumatori riusciranno a ottenere qualche forma di compensazione.
Per il momento, dunque, chi ha acquistato una PS5 dopo gli aumenti di prezzo non dovrebbe aspettarsi un rimborso automatico da parte di Sony legato ai circa 500 milioni di dollari recuperati dall’azienda.
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