
Vi avevamo raccontato del post pubblicato dalla Casa Bianca sui propri social, riguardo all’utilizzo delle immagini del nuovo gioco di Nintendo, Pokopia, per promuovere i propri ideali e messaggi politici.
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La risposta di The Pokémon Company, storicamente molto rigida quando si tratta dell’uso non autorizzato delle proprie proprietà intellettuali, non si è fatta attendere ed è arrivata nel giro di poco tempo.
The Pokémon Company Risponde a Trump
Ricordiamo che il 5 Marzo la Casa Bianca ha pubblicato sui suoi social, X e Instagram, un post di propaganda politica, trasformando il font del nuvo titolo Nintendo, Pokèmon Pokopia nello slogan make america great again.
Ovviamente, sul web si è scatenato subito il putiferio, tra utenti divertiti della ridicolaggine del post e utenti indignati. Ma era chiaro a tutti che molto presto Nintendo e The Pokémon Company sarebbero intervenute. E così è stato, con un commento arrivato già il giorno dopo:
“Siamo a conoscenza dei recenti contenuti sui social che includono immagini associate al nostro marchio,” ha dichiarato in un comunicato Sravanthi Dev, portavoce della Compagnia. “Non siamo stati coinvolti nella loro creazione o distribuzione e non è stato concesso alcun permesso per l’uso della nostra proprietà intellettuale. La nostra missione è unire il mondo, e questa missione non è affiliata ad alcuna posizione politica o programma politico.”
L’amministrazione Trump attacca The Pokémon Company
Come in una partita di tennis, l’amministrazione Trump ha reagito subito piccata, accusando The Pokémon Company di averla, una posizione politica, riportando alla memoria un episodio accaduto nel 2016, poco dopo l’uscita dell’applicazione Pokèmon GO.
All’epoca, visto l’immenso fenomeno di massa che stava suscitando, Hilary Clinton scherzò durante la sua campagna presidenziale sul creare un Pokémon GO per spingere le persone a votare. Alcuni volontari della sua squadra provarono a sfruttare le dinamiche di gioco, piazzando Pokéstop (punti di raccolta materiali e spawn pokèmon) vicino a stand pro Clinton per invogliare i giovani a votare. The Pokémon Company non emise mai nessun comunicato al riguardo e la questione si chiuse rapidamente.
Le dinamiche di allora risultano molto diverse da quanto fatto dalla Casa Bianca oggi. E come sempre l’amministrazione Trump non perde occasione per dimostrare la sua arroganza. Ciò detto, probabilmente se il gruppo della Clinton fosse riuscito a trovare un modo per sfruttare Pokémon GO l’avrebbe fatto, e allo stesso modo The Pokémon Company si sarebbe opposta.
L’uso dei Meme come principale attività politica
Abigail Jackson, portavoce dell’amministrazione Trump, aveva precedentemente dichiarato a proposito della sua strategia sui social media:
“Attraverso post coinvolgenti e meme che spaccano, stiamo comunicando con successo il punto di vista estremamente popolare del presidente.”
C’è un motivo se così tante persone cercano di copiare il nostro stile. Il nostro messaggio risuona tra le persone.”
Questa è la seconda volta che The Pokémon Company si trova costretta a chiarire di non aver fornito alcuna autorizzazione alla Casa Bianca per l’utilizzo delle sue proprietà intellettuali.
A settembre, infatti, il Dipartimento della Sicurezza Nazionale pubblicò sui social un video in cui si vedevano agenti dell’ ICE mentre effettuavano degli arresti, accompagnati dalle note della famosa sigla della prima stagione dell’anime di Pokèmon e utilizzando come slogan: Gotta catch ‘em all.
Non solo Pokémon
Pokémon non è il primo e probabilmente non sarà l’ultimo brand videoludico utilizzato dall’amministrazione Trump per portare avanti e rafforzare le proprie ideologie politiche.
Tra i tanti marchi citati o utilizzati possiamo trovare Halo, Minecraft, Stardew Valley e molti altri titoli molto popolari nel mondo dei videogiochi.
Di recente, inoltre, la Casa Bianca ha pubblicato sui social un video dei bombardamenti in Iran, intervallando a momenti reali alcune scene tratte direttamente dal videogioco Call of Duty.
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