
Il prezzo di Nintendo Switch 2 potrebbe subire un aumento nei prossimi mesi, e il motivo non è legato a strategie commerciali aggressive o a nuove funzionalità della console, bensì a un fattore molto più concreto: l’impennata dei costi della RAM.
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Secondo le ultime indiscrezioni, Nintendo oggi paga circa il 41% in più per la DRAM utilizzata in Switch 2 rispetto a soli tre mesi fa. Un incremento così marcato incide direttamente sui costi di produzione e rende sempre più difficile mantenere invariato il prezzo finale della console.
Nintendo Switch 2 e il problema dei costi hardware
La RAM è uno dei componenti chiave di qualsiasi console moderna. L’aumento del suo prezzo, dovuto a una combinazione di domanda elevata e disponibilità limitata, sta mettendo sotto pressione l’intero settore.
Per Nintendo, questo scenario potrebbe tradursi in:
- margini di profitto ridotti
- possibile revisione del prezzo al pubblico
- strategie di produzione più caute nel breve periodo
Parlare oggi di un aumento certo sarebbe prematuro, ma il rischio è reale e concreto.
Xbox nella stessa situazione (con GTA VI sullo sfondo)
Il problema non riguarda solo Nintendo. Anche Xbox si troverebbe ad affrontare una situazione simile, con voci sempre più insistenti su un possibile aumento di prezzo a partire dal nuovo anno.
Microsoft, infatti, vorrebbe incrementare fortemente la produzione di console per avere il maggior numero possibile di Xbox sul mercato in vista dell’uscita di GTA VI, un evento destinato a trainare vendite hardware senza precedenti. Tuttavia, la crescita dei costi delle RAM rende questa strategia molto più onerosa.
Valve e Steam Machine: reperibilità critica
Nemmeno Valve sembra immune. Per quanto riguarda la Steam Machine, si parla di problemi di reperibilità delle RAM, una situazione che potrebbe avere un impatto diretto sul prezzo finale del prodotto.
Meno componenti disponibili significa costi più alti e, di conseguenza, una maggiore probabilità di rincari per il consumatore finale.
Sony in controtendenza (per ora)
Diverso il caso di Sony. L’azienda giapponese, che punta ad arrivare a 90 milioni di unità vendute entro gennaio 2026, avrebbe già accumulato una scorta importante di componenti, inclusa la RAM.
Questa mossa preventiva le consente, almeno per il momento, di non subire aumenti significativi nei prezzi di acquisto e di mantenere una maggiore stabilità sul fronte hardware.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Il quadro che emerge è chiaro: il costo delle RAM sta diventando un fattore decisivo per i prezzi delle console. Nintendo Switch 2 potrebbe non essere l’unica a subire variazioni di prezzo, ma è sicuramente una delle più esposte in questa fase.
👉 Secondo te Nintendo riuscirà ad assorbire l’aumento dei costi o vedremo un rincaro al lancio o poco dopo? Dicci la tua nei commenti e condividi l’articolo con chi sta aspettando Switch 2.
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