
Nintendo una volta spingeva fortissimo sul termine “Nindies”, una fusione tra Nintendo e indies nata per celebrare la collaborazione con gli sviluppatori indipendenti. Magliette, loghi, iniziative dedicate… sembrava destinato a durare. E invece, dopo appena tre anni, il termine è sparito completamente dal vocabolario ufficiale della compagnia.
Grazie al Kit and Krysta Podcast, oggi sappiamo finalmente il motivo: non una scelta di marketing, ma una decisione puramente legale.
🔍 Perché “Nindies” è stato vietato?
Secondo quanto raccontato dai due ex dipendenti:
- Il termine era piaciuto moltissimo ai team interni, che l’avevano adottato in tantissime iniziative.
- Il reparto legale, però, ha imposto uno stop immediato.
- Motivo? Non si può “tagliare” il brand Nintendo e unirlo ad altre parole.
Questo, secondo i legali, diluirebbe il marchio, rendendolo più difficile da difendere in caso di dispute future.
Una logica simile a quella dietro al divieto del termine “Wiimote” (che doveva essere chiamato ufficialmente Wii Remote).
Persino chi aveva ideato “Nindies” provò a contestare la decisione, ma contro il legal team non c’è molto da fare: Nintendo protegge il suo brand con estrema rigidità.
🧩 Cosa ci dice tutto questo?
Che Nintendo controlla in modo quasi chirurgico qualsiasi parola associata ai suoi marchi. Anche termini che ai fan sembrano innocui o addirittura affettuosi possono diventare rischiosi dal punto di vista legale.
Un retroscena che spiega molte altre scelte “strane” del linguaggio ufficiale Nintendo: tutto è fatto per preservare l’integrità del brand.
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