It Takes Two su Nintendo Switch 2: un’avventura da vivere rigorosamente in due – Recensione!

Ci sono videogiochi che raccontano una storia e altri che riescono a trasformare il giocatore in parte integrante di quella storia. It Takes Two appartiene alla seconda categoria. L’acclamata avventura cooperativa di Hazelight Studios, pubblicata da Electronic Arts e premiata come Gioco dell’Anno ai The Game Awards 2021, torna protagonista grazie a una nuova versione sviluppata appositamente per Nintendo Switch 2, disponibile dal 15 ottobre 2026.

Dopo il debutto originale del marzo 2021 e l’arrivo su Nintendo Switch nel novembre 2022, Cody e May si preparano a conquistare anche il pubblico della nuova console Nintendo con un’edizione che introduce miglioramenti grafici, prestazioni superiori e nuove possibilità per giocare insieme.

Il lavoro di adattamento realizzato in collaborazione con Turn Me Up Games punta a valorizzare uno dei titoli cooperativi più apprezzati degli ultimi anni, preservandone l’identità e intervenendo soprattutto sugli aspetti tecnici che avevano inevitabilmente richiesto alcuni compromessi sulla precedente console.

Ma vale davvero la pena riscoprire questa avventura su Nintendo Switch 2?

Una storia d’amore raccontata attraverso il videogioco

Al centro di It Takes Two troviamo Cody e May, una coppia sposata che sta attraversando un momento particolarmente difficile. Il loro rapporto sembra ormai arrivato al capolinea e la decisione di separarsi finisce inevitabilmente per coinvolgere anche la piccola Rose, la figlia dei due protagonisti.

In seguito a un misterioso evento, Cody e May si ritrovano trasformati in due bambole, costretti a esplorare un mondo nel quale gli oggetti quotidiani assumono proporzioni gigantesche e ogni ambiente domestico può nascondere pericoli inaspettati.

Ad accompagnarli troviamo il dottor Hakim, un eccentrico libro parlante che si autoproclama esperto di relazioni sentimentali e che tenterà, con metodi decisamente discutibili, di aiutare i due coniugi a ritrovare l’intesa perduta.

Quella che inizialmente sembra una semplice avventura fantastica diventa progressivamente una riflessione sulla comunicazione, sulla fiducia e sulle difficoltà che possono emergere all’interno di una relazione.

Il merito principale di Hazelight Studios è quello di non limitarsi a raccontare queste tematiche attraverso dialoghi e sequenze narrative. La collaborazione tra Cody e May diventa il principio fondamentale dell’intera esperienza, trasformando ogni ostacolo in una rappresentazione concreta della necessità di ascoltarsi e sostenersi reciprocamente.

La narrazione alterna momenti comici, situazioni assurde e passaggi emotivamente più intensi. Non tutte le scelte narrative risultano ugualmente delicate, soprattutto quando il racconto affronta le conseguenze della separazione sulla figlia, ma il risultato complessivo conserva una personalità difficilmente riscontrabile in altri platform.

Un gameplay cooperativo che non smette mai di sorprendere

Se la componente narrativa rappresenta il cuore emotivo dell’esperienza, il gameplay costituisce probabilmente il risultato più brillante raggiunto da Hazelight Studios.

It Takes Two è progettato esclusivamente per due giocatori. Non esiste una modalità per affrontare l’avventura in solitaria e nessuno dei protagonisti può essere controllato dall’intelligenza artificiale.

Questa scelta permette agli sviluppatori di costruire situazioni nelle quali la cooperazione non rappresenta un’opzione aggiuntiva, ma una vera necessità.

Durante l’avventura, Cody e May ottengono continuamente strumenti e abilità differenti, progettati per funzionare in maniera complementare.

Uno dei primi esempi vede un personaggio utilizzare un martello mentre l’altro può lanciare e richiamare dei chiodi. Separatamente, queste capacità hanno applicazioni limitate; utilizzate insieme permettono invece di attivare meccanismi, creare passaggi e superare ostacoli ambientali.

Il gioco continua a sviluppare questo concetto, introducendo nuove meccaniche con una frequenza sorprendente.

Ci ritroveremo a manipolare elementi dello scenario, affrontare combattimenti, risolvere enigmi ambientali e partecipare a sequenze che modificano radicalmente il ritmo dell’esperienza.

La struttura cambia costantemente, passando dal platform tradizionale a situazioni che richiamano gli sparatutto, i giochi d’azione e persino alcune dinamiche dei puzzle game.

L’aspetto più interessante è che queste trasformazioni non compromettono la coerenza del progetto. Ogni nuova meccanica viene inserita all’interno di una situazione narrativa precisa, contribuendo a mantenere alta la curiosità dei giocatori.

Anche gli scontri con i boss dimostrano una particolare attenzione alla varietà. Piuttosto che limitarsi a richiedere riflessi e precisione, spesso impongono di comprendere il funzionamento delle abilità disponibili e coordinare le azioni con il proprio compagno.

Il risultato è un’avventura che riesce raramente a diventare prevedibile, anche dopo diverse ore.

Il divertimento nasce anche dagli errori

Uno degli elementi più riusciti di It Takes Two riguarda il modo in cui riesce a trasformare piccoli fallimenti in occasioni di divertimento.

Può capitare di sbagliare il momento di un salto, attivare un meccanismo troppo presto oppure interpretare male le indicazioni del proprio compagno. Situazioni che in altri videogiochi potrebbero risultare frustranti diventano spesso il pretesto per discutere, scherzare e tentare nuovamente.

Il sistema di ripartenza generalmente rapido contribuisce a rendere gli errori poco penalizzanti, incoraggiando la sperimentazione.

Questo non significa che l’avventura sia priva di sfide. Alcune sezioni richiedono una buona coordinazione e una discreta familiarità con i comandi, soprattutto quando entrambi i giocatori devono eseguire azioni differenti nello stesso momento.

Il livello di difficoltà rimane comunque accessibile, permettendo anche a persone con esperienze videoludiche diverse di condividere la maggior parte del percorso.

Meritano inoltre una menzione le numerose attività secondarie distribuite negli scenari. I minigiochi competitivi interrompono temporaneamente la collaborazione e invitano i due protagonisti a sfidarsi in piccoli passatempi, aggiungendo un ulteriore elemento di varietà.

Non si tratta di contenuti indispensabili per completare la storia, ma rappresentano un buon incentivo a esplorare gli ambienti senza correre direttamente verso l’obiettivo successivo.

Nintendo Switch 2: una conversione tecnicamente più convincente

Il passaggio alla nuova console Nintendo rappresenta uno degli aspetti più interessanti di questa pubblicazione.

La versione originale per Nintendo Switch aveva dimostrato come fosse possibile adattare un’avventura tecnicamente ambiziosa a un hardware portatile, ma aveva richiesto inevitabili sacrifici nella definizione degli ambienti, nella qualità degli effetti e nella fluidità generale.

Nintendo Switch 2 permette di ridimensionare sensibilmente questi compromessi.

Secondo le specifiche ufficiali, il gioco raggiunge 1080p e 60 fotogrammi al secondo in modalità TV, rispetto ai 30 FPS della precedente versione. A questi miglioramenti si aggiungono texture più definite, una gestione dell’illuminazione rinnovata, ombre dinamiche di qualità superiore ed effetti visivi più elaborati.

Le principali novità tecniche

Modalità TV1080p, obiettivo 60 FPS
TextureMaggiore definizione
IlluminazioneEffetti e ombre migliorati
CaricamentiTempi ridotti
MultiplayerCross-play e GameShare

Il miglioramento del frame rate è particolarmente significativo per un titolo costruito attorno al movimento e alla precisione.

Un’esperienza nella quale bisogna saltare tra piattaforme, evitare ostacoli e sincronizzare continuamente le proprie azioni beneficia notevolmente di una maggiore fluidità, soprattutto durante le sequenze più dinamiche.

Anche la direzione artistica trae vantaggio dalla maggiore potenza disponibile. I colori vivaci, gli oggetti fuori scala e gli scenari ricchi di dettagli contribuiscono a restituire quell’atmosfera da film d’animazione che ha sempre rappresentato uno dei punti di forza del gioco.

Naturalmente, Nintendo Switch 2 non elimina completamente tutti i compromessi visivi. La risoluzione di 1080p, ad esempio, può restituire un’immagine meno incisiva sui televisori 4K di grandi dimensioni, mentre le prime analisi della conversione segnalano occasionali oscillazioni del frame rate.

Rimane comunque un passo avanti importante rispetto alla precedente edizione, soprattutto considerando la natura dell’esperienza e la necessità di gestire contemporaneamente due prospettive di gioco.

GameShare, Pass amici e cross-play: giocare insieme diventa più semplice

L’edizione Nintendo Switch 2 non si limita a intervenire sul comparto grafico, ma introduce anche alcune funzionalità particolarmente importanti per un titolo che richiede obbligatoriamente la presenza di due persone.

Il supporto a GameShare consente di condividere una sessione locale con un altro giocatore dotato di una console compatibile, inclusa Nintendo Switch originale. Si tratta di un’aggiunta perfettamente coerente con la filosofia del gioco, che riduce gli ostacoli per organizzare una partita insieme.

Rimane inoltre disponibile il Pass amici, che permette a chi possiede il gioco completo di invitare gratuitamente un secondo giocatore attraverso le piattaforme supportate.

Un’altra novità importante è il cross-play online, grazie al quale gli utenti Nintendo Switch 2 possono condividere l’avventura con amici che giocano su PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X|S.

È importante precisare che la versione Nintendo Switch originale non partecipa direttamente a questo sistema di cross-play: per giocare online con un utente della precedente console Nintendo è necessario utilizzare la versione Switch del gioco, accessibile anche tramite downgrade gratuito dall’edizione Switch 2.

Per le sessioni online restano necessari gli account e gli eventuali abbonamenti richiesti dalle piattaforme coinvolte.

Queste possibilità ampliano concretamente l’accessibilità dell’esperienza. Non tutti hanno a disposizione una seconda persona con la stessa console e poter giocare insieme indipendentemente dalla piattaforma rappresenta un vantaggio considerevole.

Modalità portatile o TV: qual è la scelta migliore?

La natura cooperativa di It Takes Two introduce una considerazione particolare quando si parla di una console ibrida.

Giocare sul televisore, utilizzando lo schermo diviso, rimane una delle soluzioni più immediate e coinvolgenti. Entrambi i partecipanti possono seguire contemporaneamente l’azione, commentare ciò che accade e coordinarsi senza difficoltà.

La modalità portatile conserva naturalmente il vantaggio della mobilità, ma la suddivisione dello schermo può rendere più complicata la lettura degli ambienti e dei piccoli elementi dell’interfaccia, soprattutto nelle situazioni più movimentate.

Per questo motivo, utilizzare due console con schermi separati oppure collegare Nintendo Switch 2 a un televisore costituisce una scelta generalmente più confortevole.

Il supporto a GameShare e alle modalità multiplayer disponibili permette comunque di adattare l’esperienza alle esigenze dei giocatori, senza rinunciare alla flessibilità tipica dell’ecosistema Nintendo.

Una direzione artistica che ha ancora molto da offrire

Al di là degli aggiornamenti tecnici, It Takes Two continua a distinguersi per una direzione artistica estremamente riconoscibile.

L’idea di osservare il mondo dalla prospettiva di due piccole bambole permette agli sviluppatori di trasformare ambienti familiari in luoghi sorprendenti.

Un semplice giardino può diventare una foresta intricata, mentre una stanza piena di giocattoli si trasforma in un enorme parco divertimenti.

Ogni ambientazione presenta un’identità precisa, accompagnata da una palette cromatica particolarmente vivace e da un’attenzione costante agli elementi interattivi.

Anche il comparto sonoro contribuisce a valorizzare l’esperienza. Le musiche accompagnano efficacemente i passaggi narrativi, mentre gli effetti audio sottolineano il carattere surreale delle situazioni senza risultare eccessivamente invasivi.

L’integrazione tra scenari, animazioni e meccaniche è uno degli aspetti che permettono al gioco di conservare il proprio fascino anche diversi anni dopo la pubblicazione originale.

I limiti di un’avventura quasi impeccabile

Pur trattandosi di uno dei migliori esempi di cooperazione videoludica degli ultimi anni, It Takes Two non è esente da difetti.

Il limite principale coincide inevitabilmente con la sua caratteristica più distintiva: l’impossibilità di affrontare l’avventura da soli. Chi preferisce le esperienze individuali o non dispone di un compagno con cui giocare deve necessariamente rivolgersi altrove.

Alcune sezioni possono inoltre risultare meno riuscite rispetto ad altre, soprattutto quando il gioco si allontana dalle sue meccaniche più intuitive per sperimentare soluzioni particolarmente elaborate.

La sceneggiatura, pur affrontando tematiche significative, tende occasionalmente a esasperare alcuni comportamenti dei protagonisti e a privilegiare il tono comico anche in situazioni che avrebbero meritato maggiore sensibilità.

Sul piano tecnico, infine, la versione Nintendo Switch 2 offre miglioramenti concreti senza trasformarsi nell’edizione visivamente più avanzata disponibile sul mercato.

Sono considerazioni che non compromettono il valore complessivo dell’avventura, ma che meritano di essere valutate da chi si avvicina al titolo per la prima volta.

Vale la pena acquistarlo su Nintendo Switch 2?

La risposta dipende soprattutto dal rapporto che avete già con il gioco.

Per chi non ha mai affrontato l’avventura di Cody e May, questa nuova versione rappresenta un’ottima occasione per recuperare uno dei titoli cooperativi più creativi della sua generazione.

I miglioramenti alle prestazioni e le nuove funzionalità multiplayer rendono l’esperienza più accessibile e tecnicamente convincente rispetto alla precedente edizione Nintendo.

Chi possiede già It Takes Two su Nintendo Switch può invece approfittare dell’aggiornamento gratuito alla versione Nintendo Switch 2, disponibile anche per i possessori dell’edizione fisica attraverso la procedura indicata da Electronic Arts, nei territori supportati, Italia compresa.

Il gioco è disponibile sul Nintendo eShop e in edizione fisica, con supporto alla lingua italiana e un download indicato di circa 37 GB.

Conclusioni

It Takes Two dimostra ancora oggi quanto il videogioco possa diventare uno straordinario strumento di condivisione.

La sua forza non risiede esclusivamente nella varietà delle meccaniche o nella qualità della direzione artistica, ma nella capacità di costruire un’esperienza che acquista significato proprio grazie alla presenza di un’altra persona.

Ogni enigma superato, ogni errore commesso e ogni sequenza affrontata insieme contribuisce a creare un’avventura nella quale il rapporto tra i giocatori diventa importante quanto quello tra i protagonisti.

La versione Nintendo Switch 2 valorizza questa formula attraverso una maggiore fluidità, miglioramenti grafici e funzionalità multiplayer che permettono di condividere il viaggio con più facilità.

Non siamo davanti a una reinvenzione del titolo originale, ma a una conversione che ne rafforza i punti di forza e rende meno evidenti alcuni dei compromessi tecnici della precedente generazione.

It Takes Two rimane un’avventura eccezionalmente creativa, capace di alternare divertimento, collaborazione ed emozioni con una naturalezza rara. Un’esperienza che merita di essere vissuta almeno una volta, possibilmente accanto a qualcuno con cui condividere ogni successo e, soprattutto, ogni inevitabile errore.

Unisciti alla nostra community Nintendo Switch 2 – Italia su Facebook:
https://www.facebook.com/groups/nintendoswitch2italia/

Scarica l’app Raid Italia per rimanere aggiornato su tutte le novità Nintendo, sulle recensioni e sulle migliori offerte dedicate ai videogiochi:
https://onelink.to/tu6n7h

#ItTakesTwo #NintendoSwitch2 #Nintendo #HazelightStudios #ElectronicArts #Recensione #Videogiochi #RaidItalia

Condividi con i tuoi amici: