Dynasty Warriors: Origins Su Nintendo Switch 2: Le Epiche Battaglie Dei Tre Regni Sempre Con Te!

Quando si parla di Dynasty Warriors si entra in un territorio ben preciso: quello del musou puro, fatto di eserciti sterminati, colpi speciali spettacolari e centinaia di nemici abbattuti in pochi minuti. Una formula che negli anni è diventata quasi immutabile, amata dai fan storici ma spesso criticata per la sua ripetitività.

Con Dynasty Warriors: Origins, Koei Tecmo e Omega Force hanno deciso di fare un passo indietro per farne due avanti, riportando la serie al cuore del racconto dei Tre Regni e cercando di dare maggiore peso alla narrazione e alla struttura delle battaglie. Dopo il debutto su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, il titolo arriva ora anche su Nintendo Switch 2, con un asso nella manica non da poco: la possibilità di giocare ovunque.

Ma questa versione riesce davvero a reggere il confronto?


Un ritorno alle radici, con più attenzione alla storia

A livello di contenuti, Dynasty Warriors: Origins resta fedele alla sua visione originale: meno personaggi giocabili rispetto al passato, ma caratterizzati meglio, e una campagna che prova finalmente a raccontare gli eventi storici con un minimo di solennità.

Le grandi battaglie dei Tre Regni fanno da spina dorsale all’esperienza, con missioni più strutturate e una progressione che cerca di evitare l’effetto “elenco di livelli” visto in alcuni capitoli precedenti. Il risultato è una narrazione più coerente, che accompagna il giocatore senza interrompere troppo spesso il ritmo dell’azione.

Sul fronte gameplay, il combat system rimane immediatamente riconoscibile: mappe ampie, ondate di soldati, ufficiali nemici da abbattere e obiettivi dinamici sul campo. Tuttavia, Origins introduce una maggiore enfasi su tempismo, posizionamento e abilità speciali, rendendo gli scontri leggermente più tecnici e leggibili. Non è una rivoluzione del genere, ma è un’evoluzione concreta.

Resta però un dato di fatto: il musou è, per sua natura, ripetitivo. Anche qui, dopo diverse ore, la struttura delle missioni tende a somigliarsi. È una caratteristica intrinseca della serie, che Origins riesce solo in parte ad attenuare.


La prova di Nintendo Switch 2: compromessi tecnici, ma grande comodità

Arriviamo al punto chiave: come gira Dynasty Warriors: Origins su Nintendo Switch 2?

Dal punto di vista tecnico, questa edizione è inevitabilmente più sacrificata rispetto alle controparti su hardware più potente. I modelli risultano meno dettagliati, le texture sono più semplici e la distanza visiva è ridotta. Nulla che renda il gioco ingiocabile, ma l’impatto visivo perde un po’ di epicità, soprattutto nelle battaglie più affollate.

Il titolo propone due modalità grafiche: una bloccata a 30 fps e una a framerate variabile. In pratica, però, le differenze sono minime e non si raggiungono mai i 60 fotogrammi al secondo delle versioni “major”. Anche i caricamenti risultano più frequenti e talvolta piuttosto lunghi.

Detto questo, è proprio la portatilità a cambiare completamente la percezione dell’esperienza.

Le missioni, spesso contenute nei 20–30 minuti, si adattano alla perfezione a sessioni rapide: una partita sul divano, una battaglia in pausa pranzo, qualche scontro prima di dormire. In questo contesto, anche la ripetitività tipica del genere diventa quasi un punto di forza, trasformandosi in familiarità e immediatezza.

Giocare un musou completo in mobilità resta un valore aggiunto importante, soprattutto per chi ama questo tipo di gameplay.


Considerazioni finali

Dynasty Warriors: Origins su Nintendo Switch 2 riesce a ritagliarsi uno spazio tutto suo grazie alla portatilità, che valorizza enormemente la struttura del gameplay. Portare sempre con sé le grandi battaglie dei Tre Regni è un piacere, e rende l’esperienza ideale per sessioni rapide ma appaganti.

Pur con qualche compromesso tecnico rispetto alle versioni su hardware più potente, il titolo resta solido, divertente e fedele allo spirito della serie. Per chi si avvicina per la prima volta al franchise rappresenta un ottimo punto di partenza, mentre i fan storici troveranno una formula più rifinita e ordinata rispetto al passato.

Non è la versione più spettacolare, ma è senza dubbio una delle più comode e accessibili: Dynasty Warriors: Origins su Nintendo Switch 2 dimostra che il musou può funzionare molto bene anche in mobilità.

Ringraziamo Koei Tecmo per averci fornito la chiave di Dynasty Warriors: Origins su Nintendo Switch 2, che ci ha permesso di realizzare questa recensione.

Voto: 7.3 / 10

PRO

  • Perfetto per sessioni brevi in portatilità
  • Sistema di combattimento più pulito e leggermente più profondo
  • Narrazione più curata rispetto ai capitoli recenti

CONTRO

  • Limiti strutturali del musou ancora presenti
  • Compartimento tecnico inferiore alle altre versioni
  • Caricamenti frequenti

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