BLUE REFLECTION Quartet: una collection affascinante, ma non per tutti – Recensione!

BLUE REFLECTION Quartet porta su Nintendo Switch 2 un’intera saga firmata Gust, raccogliendo in un’unica esperienza quattro capitoli legati a uno dei franchise più particolari e di nicchia del panorama RPG giapponese. Una raccolta ambiziosa, che punta a rendere più accessibile una serie caratterizzata da una narrativa complessa, combattimenti a turni e una forte componente slice of life.

La domanda, però, è inevitabile: questa nuova edizione è davvero il modo migliore per scoprire BLUE REFLECTION?

Una saga fuori dagli schemi

La serie BLUE REFLECTION ha sempre seguito una formula piuttosto particolare. I protagonisti sono principalmente giovani ragazze che vivono una quotidianità apparentemente normale, ma che vengono coinvolte in eventi sovrannaturali e finiscono per assumere la forma di Reflector, combattendo contro minacce provenienti da altri mondi e dimensioni.

La collection riunisce BLUE REFLECTION, BLUE REFLECTION: RAY, BLUE REFLECTION: SUN e BLUE REFLECTION: Second Light, proponendo quindi una panoramica praticamente completa del franchise.

Ogni capitolo presenta però caratteristiche differenti. Il filo conduttore rimane rappresentato dalla componente narrativa e dai combattimenti a turni, ma cambiano diverse meccaniche di gioco, il modo in cui vengono gestite le relazioni tra personaggi e alcune attività secondarie.

È proprio questa varietà a rendere la serie interessante, ma allo stesso tempo può rappresentare uno degli ostacoli maggiori per chi si avvicina per la prima volta al franchise.

Una collection pensata per recuperare la serie

BLUE REFLECTION Quartet non si limita semplicemente a mettere quattro giochi nello stesso pacchetto.

Gli sviluppatori hanno lavorato per ottimizzare l’esperienza complessiva, introducendo diverse migliorie alla qualità della vita e permettendo di velocizzare alcune sezioni che, nelle versioni originali, potevano risultare eccessivamente lente.

Uno degli interventi più interessanti riguarda inoltre BLUE REFLECTION: Second Light, che riceve contenuti aggiuntivi e nuovi personaggi giocabili provenienti dagli altri capitoli della serie.

La possibilità di affrontare i quattro giochi separatamente è sicuramente apprezzabile, ma c’è un problema: giocarli in un ordine casuale non è affatto consigliato.

Per comprendere realmente gli avvenimenti e i collegamenti tra i vari personaggi, sarebbe infatti preferibile seguire l’ordine cronologico della saga.

La Reference è una delle aggiunte migliori

Tra le novità più importanti di questa collection c’è una funzione che potrebbe sembrare secondaria, ma che in realtà si rivela fondamentale: la Reference.

BLUE REFLECTION non è una serie semplice da seguire. La storia introduce universi paralleli, linee temporali, personaggi ricorrenti e avvenimenti che finiscono per avere conseguenze sui capitoli successivi.

La Reference permette di consultare illustrazioni, glossario e informazioni sui personaggi, offrendo una sorta di archivio generale dell’intero franchise.

Particolarmente utile è la sezione dedicata ai protagonisti, che permette di ripercorrerne il ruolo e l’evoluzione all’interno della storia.

Per chi affronta l’intera tetralogia, questa funzione diventa praticamente indispensabile.

Una storia difficile da seguire

Ed è proprio la componente narrativa a rappresentare contemporaneamente il pregio e il difetto principale di BLUE REFLECTION Quartet.

Il primo capitolo riesce a presentare il proprio universo in maniera relativamente accessibile. Con il proseguire della serie, però, la situazione diventa decisamente più complicata.

BLUE REFLECTION è una saga estremamente stratificata e non sempre riesce a spiegare adeguatamente tutti i collegamenti tra i suoi capitoli.

La situazione viene ulteriormente complicata dalla presenza di contenuti esterni alla serie videoludica. Per comprendere pienamente alcuni eventi e personaggi, può infatti essere utile conoscere anche BLUE REFLECTION RAY, la serie anime disponibile in Italia su Crunchyroll.

Guarda BLUE REFLECTION RAY su Crunchyroll

Il problema è che alcuni collegamenti rimangono comunque parziali e non sempre vengono approfonditi come sarebbe necessario.

L’inserimento di ulteriori personaggi all’interno di Second Light cerca proprio di ricucire alcuni di questi legami, ma il risultato non è sempre convincente.

Il gameplay cambia parecchio

Un altro elemento da tenere in considerazione riguarda il gameplay.

Sebbene tutti i capitoli condividano una struttura basata sui combattimenti a turni e sulle Reflector, le meccaniche possono cambiare sensibilmente da un gioco all’altro.

Questo significa che passare da un capitolo al successivo può richiedere un periodo di adattamento.

Chi cerca una collection caratterizzata da un gameplay estremamente uniforme potrebbe quindi rimanere spiazzato. Al contrario, chi apprezza le produzioni RPG più particolari troverà proprio in questa varietà uno degli aspetti più interessanti dell’esperienza.

Il problema della lingua italiana

C’è poi un limite particolarmente importante per il pubblico italiano: BLUE REFLECTION Quartet non presenta la lingua italiana.

Le voci sono disponibili in giapponese, mentre i testi sono in inglese.

La questione pesa soprattutto considerando quanto sia importante la narrativa all’interno dell’intera esperienza. La grande quantità di dialoghi, termini specifici, personaggi e collegamenti tra universi rende infatti la conoscenza dell’inglese praticamente indispensabile.

Per un RPG dalla trama già complessa, l’assenza della localizzazione italiana rappresenta quindi una barriera all’ingresso piuttosto significativa.

Una collection per una nicchia precisa

BLUE REFLECTION Quartet conferma in definitiva la particolare natura del franchise.

Non è una serie pensata per conquistare il pubblico attraverso un gameplay immediato o spettacolari sistemi di combattimento. Il suo punto di forza è soprattutto l’ambientazione, la componente narrativa, la caratterizzazione dei personaggi e la capacità di affrontare tematiche più mature attraverso una struttura apparentemente leggera.

È una produzione di nicchia e, paradossalmente, proprio questa caratteristica rappresenta uno dei suoi punti di forza.

Chi ama gli RPG giapponesi più particolari, le storie ambientate in contesti contemporanei e le produzioni Gust potrebbe trovare parecchi motivi per darle una possibilità.

Chi invece cerca un’esperienza immediata e facilmente comprensibile rischia di trovarsi davanti a una serie decisamente più impegnativa del previsto.

Conclusioni

BLUE REFLECTION Quartet è probabilmente il modo migliore per recuperare l’intera saga, grazie alle migliorie tecniche, agli interventi sulla qualità della vita, ai contenuti aggiuntivi e soprattutto alla preziosa funzione Reference.

Non riesce però a risolvere completamente i problemi strutturali del franchise.

La narrativa rimane complessa e talvolta confusa, i collegamenti tra i vari capitoli non sono sempre spiegati adeguatamente e il gameplay cambia sensibilmente da un episodio all’altro. A tutto questo si aggiunge l’assenza della lingua italiana.

Il risultato è quindi una collection interessante, ma destinata principalmente a chi è disposto a dedicare tempo alla scoperta dell’universo di BLUE REFLECTION.

Se la particolare atmosfera della saga vi incuriosisce, BLUE REFLECTION Quartet merita sicuramente un’occasione. Se invece cercate un RPG immediato e facilmente accessibile, potrebbe essere più prudente aspettare uno sconto.

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