USA: una proposta di legge per garantire la proprietà dei videogiochi digitali!

Acquistare un videogioco digitale potrebbe finalmente significare possederlo davvero. Negli Stati Uniti prende forma una nuova iniziativa legislativa che punta a rivoluzionare il mercato della distribuzione digitale, garantendo ai consumatori il diritto di conservare, utilizzare e rivendere i videogiochi acquistati, anche dopo l’eventuale chiusura dei server ufficiali.

Il deputato statunitense Ritchie Torres, rappresentante democratico di New York alla Camera dei Rappresentanti, ha annunciato il Power To The Players Act, una proposta di legge pensata per rafforzare i diritti dei videogiocatori e contrastare le attuali politiche di licenza adottate da numerosi publisher e piattaforme digitali.

Acquistare un videogioco digitale significherebbe diventarne proprietari

Attualmente, quando si acquista un videogioco attraverso piattaforme digitali come Nintendo eShop, PlayStation Store, Xbox Store o Steam, nella maggior parte dei casi non si ottiene la piena proprietà del software, ma una licenza che ne autorizza l’utilizzo secondo determinate condizioni.

Questo sistema permette agli editori di imporre limitazioni e, in alcune circostanze, di revocare l’accesso ai contenuti acquistati.

Il Power To The Players Act punta a modificare questa situazione, affidando alla Federal Trade Commission (FTC), l’agenzia federale statunitense responsabile della tutela dei consumatori, il compito di stabilire nuove regole per il settore videoludico.

La proposta si concentra su tre diritti fondamentali:

  • Diritto di proprietà: chi acquista un videogioco dovrebbe diventarne effettivamente proprietario, anziché ricevere una semplice licenza d’utilizzo revocabile.
  • Diritto di accesso: i videogiochi dovrebbero rimanere utilizzabili anche dopo l’interruzione del supporto ufficiale, prevedendo una modalità offline prima della chiusura dei server.
  • Diritto di trasferimento e rivendita: i consumatori dovrebbero poter trasferire o rivendere i propri videogiochi digitali, analogamente a quanto avviene con le copie fisiche.

La chiusura dei server non dovrebbe rendere inutilizzabili i giochi

Uno degli aspetti più importanti della proposta riguarda la conservazione dei videogiochi nel tempo.

Negli ultimi anni, numerosi titoli sono diventati parzialmente o completamente inutilizzabili in seguito alla disattivazione dei servizi online, anche quando erano stati acquistati a prezzo pieno.

Tra gli esempi citati dall’ufficio di Torres figura NBA 2K25, destinato a essere rimosso dagli store digitali il 30 ottobre 2026, con la chiusura dei server programmata per il 31 dicembre.

Per evitare situazioni simili, la nuova iniziativa vorrebbe obbligare gli sviluppatori a rendere disponibile una modalità offline prima della disattivazione definitiva dei server, permettendo ai giocatori di continuare a utilizzare i prodotti acquistati.

Una misura che potrebbe avere conseguenze importanti soprattutto per i videogiochi fortemente dipendenti dalle infrastrutture online.

Ritchie Torres: «Quando compri un gioco, dovresti esserne il proprietario»

Il deputato americano ha criticato apertamente il sistema attuale, sottolineando come i consumatori non dovrebbero rischiare di perdere l’accesso ai propri acquisti per decisioni unilaterali delle aziende.

«Quando compri un gioco, dovresti esserne il proprietario. I consumatori devono avere il diritto di possedere, giocare e trasferire i giochi che acquistano. Un gioco che può essere ritirato dal mercato non appena un’azienda cessa l’attività non è un acquisto. È un noleggio mascherato da vendita.»

Secondo Torres, le famiglie che investono denaro nell’acquisto dei videogiochi meritano garanzie concrete, senza il rischio che un prodotto pagato possa scomparire improvvisamente dalle proprie librerie digitali.

Un’iniziativa che si affianca a Stop Killing Games

La proposta americana arriva in un momento in cui la proprietà digitale e la conservazione dei videogiochi sono al centro di un dibattito internazionale sempre più acceso.

In Europa, l’iniziativa Stop Killing Games ha portato all’attenzione delle istituzioni il problema dei videogiochi che diventano inutilizzabili dopo la chiusura dei server, chiedendo maggiori garanzie per gli acquirenti.

Il Power To The Players Act potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti, affrontando non soltanto il problema della conservazione dei titoli, ma anche quello della proprietà e della possibilità di rivendere le copie digitali.

Per il momento, tuttavia, non si tratta di una legge approvata. Torres ha annunciato l’intenzione di presentare il provvedimento al Congresso, ma restano ancora da definire diversi aspetti della sua applicazione e sarà necessario verificare se riuscirà a ottenere il sostegno politico necessario.

Un eventuale cambiamento normativo negli Stati Uniti potrebbe comunque avere ripercussioni significative sull’intera industria videoludica, coinvolgendo produttori di console, publisher e piattaforme di distribuzione digitale.

E voi cosa ne pensate? I videogiochi digitali acquistati dovrebbero appartenere definitivamente ai giocatori, con la possibilità di rivenderli proprio come le copie fisiche?

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