Backrooms: Anteprima stampa e dentro l’evento speciale!

Dopo una lunga attesa, abbiamo finalmente assistito all’anteprima di Backrooms, il nuovo film horror del ventenne esordiente Kane Parsons.

In uscita in Italia dal 27 Maggio 2026, noi siamo stati invitati all’anteprima da I Wonder Pictures e non ci abbiamo pensato due volte a correre ad assistere a questo interessante film.


Teatro Adriano

La proiezione si è svolta all’interno del Teatro Adriano, situato in una delle piazze più iconiche di Roma che comprende anche l’immenso e affascinante Palazzo di Giustizia.

Una zona che di giorno resta molto istituzionale, quasi ferma nella sua imponenza, ma che la sera cambia completamente ritmo, tra traffico, luci e persone che attraversano Piazza Cavour in continuo movimento. È proprio in questo contrasto tra ordine esterno e buio della sala che l’evento prende forma, come un passaggio netto tra la città reale e una sua versione distorta, proprio come gli ambienti di questo film.


Backrooms, La Trama

Backrooms segue Clark, proprietario di un negozio di mobili, che finisce per attraversare una strana porta per poi ritrovarsi dentro una dimensione fatta di spazi liminali: corridoi infiniti, stanze vuote, uffici sospesi nel nulla e ambienti che sembrano familiari ma con qualcosa di profondamente sbagliato. Il film parte proprio da questa idea di luogo di passaggio trasformato in prigione, con Clark che cerca inizialmente di capire cosa siano questi spazi e come uscirne, finendo per perdersi sempre di più al loro interno.

A quel punto entra in gioco la sua terapeuta, Mary Kline, che decide di addentrarsi nelle Backrooms per ritrovarlo. Da lì in poi la storia diventa una ricerca dentro un luogo che non sembra avere regole stabili, dove orientarsi è quasi impossibile e ogni passo può portare più lontano dall’uscita. E una strana presenza aleggia in queste stanze.


Kane Parsons

Kane Parsons è uno di quei casi rari in cui il passaggio da internet al cinema è stato praticamente inevitabile. Nato nel 2005, quindi oggi poco più che ventenne, ha iniziato il suo percorso su YouTube, dove con il nome Kane Pixels ha iniziato a pubblicare video e cortometraggi già da giovanissimo.

Il primo vero punto di svolta arriva nel 2022 con The Backrooms, un corto, interamente found footage, caricato online che prende una semplice creepypasta nata su internet e la trasforma in qualcosa di più, in un prodotto più complesso.

Quel video diventa virale in pochissimo tempo e si espande poi in una serie di episodi che consolidano quello che oggi viene chiamato universo Backrooms. Da lì, il progetto cresce fino ad arrivare al cinema, con il film prodotto da grandi nomi dell’industria horror come Oz Perkins (longlegs) e James Wan (Saga di The Conjuring), distribuito da A24.

Negli ultimi anni, però, attorno a Parsons si è creata anche una discussione costante: quanto controllo abbia davvero sul progetto e quanto invece sia supportato o “guidato” da figure più esperte della produzione. È una domanda che nasce soprattutto dalla sua età e dal salto enorme che ha fatto in pochissimo tempo. Le interviste e il materiale ufficiale però lo indicano comunque come il regista del film e la figura creativa centrale dietro l’universo Backrooms, con un ruolo attivo nella scrittura e nello sviluppo.

Guardando sia il corto che il lungometraggio si nota che il suo linguaggio visivo fosse già definito prima ancora di arrivare a un set vero e proprio, e molto probabilmente è tutta farina del suo sacco questo film.


Dentro il labirinto

Backrooms è un film particolare. Si porta dietro tutti i segni tipici di un’opera prima, con qualche incertezza evidente soprattutto nella scrittura, ma allo stesso tempo lascia intravedere molto chiaramente il potenziale del suo giovane regista. L’idea è forte, e in diversi momenti il film riesce davvero a funzionare, soprattutto quando si affida all’atmosfera e alle Backrooms stesse, che diventano il suo punto più riuscito.

La storia è divisa principalmente in due parti. La prima segue Clark, proprietario di un negozio di mobili, in difficoltà economiche e reduce da una rottura sentimentale, che finisce per scoprire l’esistenza delle Backrooms proprio all’interno del suo stesso negozio. È una parte più lenta, più costruita sui dialoghi e sulla sua situazione personale, dove il film prende tempo per definire il personaggio prima della discesa vera e propria.

La seconda parte invece si concentra sulla sua psicoterapeuta, che dopo una telefonata inquietante decide di andare a cercarlo entrando lei stessa nelle Backrooms. Qui il film cambia ritmo, diventa più diretto e più legato alla dimensione dell’esplorazione e della sopravvivenza all’interno di questi spazi.

Nel complesso il film parla molto, soprattutto nella prima metà, ma non risulta mai realmente pesante. Si percepisce però che a un certo punto manca un passaggio di collegamento più chiaro tra le due parti, come se qualcosa venisse saltato o solo suggerito. La seconda metà accelera, forse più del necessario, quando invece avrebbe potuto prendersi più tempo per restare dentro le Backrooms e meno per chiudere rapidamente le linee narrative introdotte prima.

Quando il film entra davvero in quella dimensione, però, cambia marcia. Le Backrooms funzionano, la regia del giovane autore è solida, senza eccessi o ricerca di stile forzata: tutto è abbastanza essenziale e diretto.

La sceneggiatura invece è il punto più debole. La tensione che si costruisce lungo il film non sempre trova uno sbocco coerente, e nel finale tende a scemare, lasciando una chiusura che potrebbe dividere. Alcune sottotrame vengono introdotte ma non approfondite fino in fondo, quasi lasciate sospese, con l’impressione che possano essere rimandate a sviluppi futuri, anche se sarebbe stato più efficace concentrarsi completamente su questo primo capitolo.

Nonostante questo, Backrooms resta un film riuscito a metà, ma con momenti alti. I difetti ci sono, ma non arrivano mai a compromettere davvero l’esperienza complessiva.

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