
Il colosso francese Ubisoft sta attraversando un periodo decisamente turbolento, e le ultime notizie riguardanti due dei suoi franchise più amati non faranno felici i fan. Secondo recenti indiscrezioni emerse nel corso del podcast di Insider Gaming, i progetti legati a Splinter Cell Remake e Far Cry 7 starebbero affrontando serie difficoltà produttive, portando a un inevitabile slittamento delle finestre di lancio.
La notizia arriva dal noto insider Tom Henderson, che ha dipinto un quadro piuttosto cupo per il futuro a breve termine dell’azienda. Se speravate di rimettere i panni di Sam Fisher o di esplorare nuovi territori selvaggi entro l’anno, potreste dover armarvi di molta pazienza.
Ubisoft: Splinter Cell Remake e il rinvio al 2027
Il tanto atteso ritorno di Sam Fisher sembra allontanarsi sempre di più. Annunciato originariamente nel 2021, il rifacimento del primo storico capitolo di Splinter Cell Remake avrebbe dovuto rappresentare il grande rilancio del genere stealth per la casa di sviluppo. Tuttavia, i lavori presso lo studio di Ubisoft Toronto hanno subito diversi rallentamenti, anche a causa di recenti licenziamenti che hanno colpito circa 40 dipendenti lo scorso 20/02/2026.
Le fonti interne indicano che il gioco non vedrà la luce prima del 2027. Nonostante le rassicurazioni ufficiali sulla stabilità del progetto, il passaggio al motore grafico Snowdrop e la volontà di ricreare un’esperienza moderna ma fedele all’originale stanno richiedendo più tempo del previsto. Per i fan che attendono un capitolo principale dal lontano 2013, questa è l’ennesima doccia fredda.
Far Cry 7 tra “inferno” produttivo e nuovi rumor
Se la situazione di Sam Fisher è complessa, quella di Far Cry 7 sembra essere ancora più critica. Henderson ha descritto lo sviluppo del prossimo capitolo della saga shooter come un vero e proprio “inferno”. Il gioco, internamente conosciuto con il nome in codice Project Blackbird, starebbe subendo continui cambiamenti strutturali che ne compromettono la fluidità dei lavori.
Le indiscrezioni suggeriscono che Ubisoft stia cercando di rivoluzionare la formula classica, introducendo meccaniche a tempo (si parla di un limite di 24 ore in-game per completare la storia) e una narrazione ispirata a serie TV come Succession. Questi cambiamenti radicali, uniti alla volontà di integrare una componente multiplayer più massiccia, avrebbero creato tensioni e rallentamenti tali da spingere il lancio ben oltre le previsioni iniziali del 2026.
Cosa rimane nel calendario di Ubisoft?
Con i ritardi di questi pezzi da novanta, su cosa punterà l’azienda per i prossimi mesi? Ecco i punti chiave emersi dal report:
- Assassin’s Creed IV: Black Flag Remake: sembra essere l’unico progetto solido, con una possibile uscita fissata per il 09/07/2026.
- Ghost Recon (Project OVR): diventerà il focus principale dopo il lancio di Assassin’s Creed, puntando a una finestra nel corso dell’anno fiscale 2026/2027.
- Rayman Legends Remake: i rumor suggeriscono che lo sviluppo stia procedendo bene, rappresentando una piccola luce in un panorama incerto.
L’attuale strategia di ridimensionamento globale di Ubisoft sembra voler privilegiare la qualità alla quantità, ma il prezzo da pagare sono attese infinite per i giocatori. La speranza è che questo tempo extra serva davvero a consegnare prodotti rifiniti e all’altezza dei nomi che portano.
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