
Crimson Desert è il gioco del momento. Fin dal primo trailer, il titolo è stato avvolto da un’aura quasi mistica. Un’opera apparentemente piena di elementi presi da ogni genere possibile: avventura, azione, horror, fantascienza, steampunk e molto altro. Molti videogiocatori lo aspettavano come fosse il Messia, altri, invece, non aspettavano altro che vederlo fallire per poter dire: Ve l’avevo detto.
L’ora della verità è giunta il 19 Marzo 2026. Crimson Desert esce su tutte le piattaforme e i giocatori si sono precipitati subito a scoprire se fosse davvero il gioco definitivo o solo il più grande sogno lucido videoludico degli ultimi anni.
Le reazioni sono contrastanti: c’è chi già lo ama e chi già lo odia. Ma una cosa mette tutti d’accordo: la debolezza e l’inconsistenza della narrazione. E il motivo potrebbe essere più grave del previsto.
Dov’è il “Crimson Desert”?
Chi sta giocando o lavora nell’industria lo avrà probabilmente percepito. Perchè in Crimson Desert non si menziona mai IL Crimson Desert?
Queste le parole di un sedicente ex sviluppatore di Pearl Abyss, compagnia sviluppatrice del titolo.
Su Reddit è apparso in questi giorni un lungo post in cui l’autore racconta di uno sviluppo travagliato, che avrebbe portato a uno stravolgimento della trama poco prima dell’uscita.
Secondo questa versione, la storia originale sarebbe stata completamente diversa da quella sconclusionata che i giocatori si sono ritrovati davanti.
La trama sarebbe dovuta iniziare con un giovane re a cui era stato usurpato il trono, e che durante la fuga si univa ai mercenari del Manto Grigio, presenti anche nel gioco finale. Un primo ministro di mezza età avrebbe aiutato il giovane re e una principessa a riconquistare il trono perduto. Nel frattempo sarebbe nata una lotta per il controllo di un territorio chiamato “Crimson Desert“, una terra ricca di minerali preziosi, indispensabili per la creazione di una non precisata valuta che avrebbe garantito enormi ricchezze ai personaggi. Il ministro, a quel punto, li avrebbe traditi per diventare sovrano egli stesso. La storia avrebbe quindi ruotato attorno al tentativo di fermarlo e riportare il legittimo re sul trono.
Non viene specificato quale sarebbe dovuto essere il ruolo di Kliff, il protagonista del gioco. Viene soltanto rivelato che il suo nome avrebbe dovuto essere Macbeth, ma sarebbe stato accontanto perchè trasmetteva troppo delle “vibe da serial killer“.
Lotta Per Il Potere
La realtà, come spesso accade, finisce per imitare la fantasia. Proprio come nella storia che il gioco avrebbe dovuto raccontare, anche all’interno del team di sviluppo sarebbe nata una vera e propria lotta per il potere.
Il Director originale del gioco, svela la fonte, si sarebbe dimesso dopo forti contrasti con alcuni membri del team riguardo alla visione artistica che avrebbe dovuto assumere il gioco. Al suo posto sarebbe stato nominato General Manager una figura con un background artistico, la quale era General Manager solo di nome. In realtà si sarebbe trattato di un subordinato obbediente. Ed è esattamente questo che, sempre secondo la fonte, volevano i vertici più alti: persone pronte a dire solo sì agli ordini ricevuti, senza mai esprimere dubbi o opinioni.
Da quel momento, tutto è stato stravolto. Ogni volta che usciva un videogioco con meccaniche interessanti, queste venivano prese e aggiunte anche a Crimson Desert. Solo perchè apparivano “fighe” da vedere. Senza, però, comprenderne davvero l’essenza, né ciò che le rendeva efficaci e accattivanti. Come ad esempio le isole nel cielo di Zelda Tears of The Kingdom. Anche in Crimson Desert sarebbero state inserite isole fluttuanti, proprio dopo averle viste nel titolo Nintendo.
Tutto ciò avrebbe portato Crimson Desert a riempirsi di tantissime meccaniche ed elementi, ma che alla fine non ci azzeccano nulla l’uno con l’altro.
Crimson Desert è un brutto gioco?
Da tutto questo si potrebbe pensare che il titolo sia un completo disastro. E in parte lo è, sotto molti aspetti. Ma in tanti altri, invece, riesce a essere una meraviglia.
Gli stessi elementi che una persona potrebbe amare alla follia, un’altra potrebbe odiarli con tutto il suo cuore.
Finché non lo si prova con mano, è impossibile capire se si faccia davvero parte del pubblico adatto a questo titolo così controverso.